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Quali sono i più grandi errori finanziari che commettono le piccole imprese? (Quora)

(Questo articolo è apparso per la prima volta su Quora Germania. )
Dopo essermi occupato negli ultimi 20 anni del tema finanze in tutte le sue forme e in aziende di ogni dimensione, e avendo di conseguenza commesso anche io molti errori finanziari, provo qui a formulare i miei punti più importanti. (Scusa se diventa un po’ lungo)
Nessuna assistenza da parte di un consulente fiscale (per motivi di costo)
Al momento della costituzione, scegli subito un consulente fiscale e discuti con lui lo sviluppo previsto dell’azienda. Non deve per forza essere costoso: soprattutto all’inizio l’assistenza può essere anche trimestrale.
Documentazione assente o imprecisa dei documenti importanti
Si comincia con un buon archivio di tutti i documenti di costituzione, delle carte dell’amministrazione finanziaria ecc. Questi documenti sono una parte importante di un’azienda e serviranno di continuo anche in futuro (per esempio per domande di finanziamento agevolato, round di finanziamento e una successiva exit). L’ideale è creare una cartella Admin su Box o Dropbox e archiviarci i documenti con un sistema chiaro.
Caos nei giustificativi
Per quanto possa sembrare ridicolo: procurati un timbro di entrata e timbra ogni giustificativo, controllalo e avvialo al pagamento. Poi annota il pagamento sul timbro stesso. Niente è più frustrante di una pila di fatture senza uno stato preciso. Per fortuna nel frattempo ci sono molte aziende che danno una mano in questo ambito (per esempio Fastbill, Billomat, Candis, Chillbill ecc.). – Così risparmi anche il timbro 🙂
Nessuna responsabilità chiara per la gestione finanziaria
Qualcuno deve avere la responsabilità delle finanze. Si comincia con il controllo regolare dei conti bancari, la verifica delle fatture, i chiarimenti con il consulente fiscale ecc.
Liquidare le finanze come un tema noioso
Considera le finanze e i numeri come tuoi amici. Suona esoterico, ma non lo è. Alla fine della giornata vale questo: la verità sta sul conto bancario. Le decisioni, dalla strategia alla tattica, si traducono in denaro. Prima si comincia a capire le correlazioni e a pianificare, più le decisioni imprenditoriali diventano mirate e semplici.
Intendere il piano finanziario come puro strumento per gli esterni
Tomasz Tunguz ha detto una volta che il senso del piano finanziario non è la precisione, ma piuttosto indicare la direzione dell’azienda. In questo senso non è mai troppo presto per un piano finanziario. Anche se sono solo 5 numeri. Scrivili e poi sviluppa un piano su come raggiungere questi obiettivi. E comincia con una pianificazione del cash flow.
Non accorgersi delle scadenze dei pagamenti (soprattutto imposte e contributi)
Le fatture vanno pagate alla data di scadenza. Punto. Se non è possibile, mettiti in contatto con il fornitore, spiega le tue ragioni e concorda una nuova scadenza. Perché? Sono in gioco l’affidabilità creditizia dell’azienda e quindi la percezione esterna. Gli errori in questo ambito si correggono solo con tempi molto lunghi. Diventa ancora più brutale quando entrano in gioco le autorità. Un ritardo di pagamento in quest’ambito porta molto rapidamente all’istanza di insolvenza. Senza scherzi.
Considerare i collaboratori come compagni di ventura sul piano finanziario
Per quanto sia importante lo spirito di squadra, in ambito finanziario in questo contesto vale un altro modo di vedere le cose. Ci sono dipendenti e consulenti esterni. Volentieri qui si adotta questo approccio: lavoriamo tutti allo stesso, bellissimo progetto e in qualche modo con la retribuzione ce la caviamo. Il focus è sullo «stipendio» disponibile, cioè sul netto. Si arriva in fretta al tema dell’evasione contributiva. Non c’è niente di più brutale di una verifica contributiva. Proprio per i collaboratori è quindi opportuno cercare uno stretto confronto con il consulente fiscale. Uno dei miei temi preferiti è l’impiego di tirocinanti e collaboratori «liberi» nelle startup. Sono dell’idea che sia un crinale estremamente stretto. Esistono regole precise su quando un collaboratore è considerato dipendente dell’azienda, e vengono applicate e poi fatte valere in modo molto rigido.
Questo mi porta rapidamente all’ultimo punto.
Le responsabilità vengono sottovalutate
Come amministratore sei soggetto a precise regole di responsabilità. Anche qui non si scherza. Proprio nelle piccole imprese e nelle startup si tende a minimizzare la cosa. Robin Dechant ha già citato qualche esempio efficace. Ciò che nelle startup complica ulteriormente le cose sono le forme organizzative in parte «strane» che si incontrano. Ci sono chairman, angel, investitori con moltissima esperienza, CEO, COO ecc. La responsabilità di cui si parla qui riguarda solo chi è iscritto nel registro delle imprese come amministratore. Quindi, guardati dai super consigli di chairman, angel ecc. Alla fine della giornata sono la decisione e anche la responsabilità degli amministratori iscritti.
Nell’insieme suona un po’ intimidatorio. Ma non lo è. A mio avviso si tratta di riconoscere il tema delle finanze come tale, di impostarlo e gestirlo per bene e di ricorrere a specialisti esterni nella misura più ridotta possibile. Nell’insieme non richiede poi molto tempo.
Qui trovi la domanda originale su Quora
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