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Calcolare la liquidità – formule per il 1°, 2° e 3° grado

Calcolare la liquidità – formule per il 1°, 2° e 3° grado

La solvibilità è uno dei fattori di successo decisivi di un’azienda. Per garantirla, economisti aziendali e responsabili finanziari ricorrono a diversi indicatori. Particolarmente importante è la formula per la liquidità di 2° grado, perché mostra se i debiti a breve termine possono essere coperti non solo con il contante, ma anche con i crediti aperti. In questo articolo scoprirai come calcolare la liquidità e perché questi indicatori sono rilevanti non solo nell’economia aziendale, ma anche in quella politica.

  • Le formule per la liquidità di 1°, 2° e 3° grado sono metodi centrali per valutare la solvibilità.
  • La formula per la liquidità di 2° grado è la più rilevante nella pratica, perché contrappone il contante + i crediti a breve termine ai debiti a breve termine.
  • Panoramica delle formule:
  1. grado = mezzi liquidi ÷ debiti a breve termine (10–30 %)
  2. grado = (mezzi liquidi + crediti a breve termine) ÷ debiti a breve termine (100–120 %)
  3. grado = (mezzi liquidi + crediti a breve termine + scorte) ÷ debiti a breve termine (120–200 %)
  • Le aziende usano le formule per riconoscere per tempo le difficoltà e avviare le contromisure.
  • In economia politica le banche centrali governano la liquidità tramite la massa monetaria e i tassi di riferimento.
  • I periodi di crisi (per esempio il Covid) mostrano quanto siano importanti una liquidità sufficiente e gli aiuti statali.

Indice

  1. Definizione a colpo d’occhio
  2. La liquidità in azienda
  3. Il calcolo della liquidità di 1°, 2° e 3° grado – formule su formule
  4. Calcolare la liquidità in economia politica – effetti sul bilancio dello Stato
  5. Rapporto tra liquidità macroeconomica e liquidità aziendale
  6. Uno sguardo interessante al passato: le misure di sostegno legate al Covid in Europa
  7. La liquidità come fattore decisivo per l’intero sistema economico
  8. FAQ

Definizioni a colpo d’occhio

Come si calcola la liquidità di 2° grado? Le formule aiutano non solo nel calcolo di questo importante indicatore, ma anche in quelli di 1°, 2° e 3° grado. Prima di entrare nel dettaglio del calcolo e della pianificazione, vogliamo innanzitutto stabilire la definizione. Essa varia un po’ a seconda dell’ambito finanziario, anche se la base è sostanzialmente la stessa.

Il termine liquidità viene usato sia nell’economia aziendale sia in quella politica:

  • Dal punto di vista aziendale, un’impresa con liquidità sufficiente è in grado di far fronte in qualsiasi momento e per intero a tutti gli obblighi di pagamento alla loro scadenza. Nella pratica ha qui un ruolo particolare la formula per la liquidità di 2° grado, perché mostra se i mezzi liquidi e i crediti a breve termine riescono a coprire i debiti a breve termine.
  • In economia politica usano questa espressione entrambi i sottoambiti, microeconomia e macroeconomia.
    • In microeconomia si intende la possibilità di trasformare in denaro le immobilizzazioni.
    • In macroeconomia la liquidità indica una determinata massa monetaria presente nell’economia di uno Stato.
  • Nella teoria dei mercati dei capitali la liquidità di mercato indica la quantità di beni o di contratti su capitali che possono essere negoziati in qualsiasi momento senza che una singola transazione influenzi sensibilmente il prezzo di mercato.

Indipendentemente dal contesto, è importante saper calcolare la liquidità di 1°, 2° e 3° grado (con le formule), perché è un indicatore importante della solvibilità di aziende e Stati.

La liquidità in azienda

In ogni azienda si presentano regolarmente costi e altri obblighi di pagamento. Ne fanno parte salari e stipendi, contributi previdenziali, affitto, imposte, premi assicurativi nonché rate e interessi suiprestiti. Vanno pagate anche le fatture dei fornitori, le spese per riparazioni e manutenzioni e gli oneri per il budget di marketing o per nuovi veicoli e macchinari.

Per ogni tipo di costo esiste una determinata scadenza entro cui il pagamento deve avvenire. Fornitori, prestatori di servizi e altri venditori esigono il pagamento immediato oppure concedono un termine di pagamento. Gli stipendi vanno pagati ogni mese. Rate dei prestiti, imposte e premi assicurativi si pagano mensilmente o a intervalli determinati, per esempio trimestrali, semestrali o annuali. Questo significa che si presentano uscite elevate a date precise, che vanno considerate di conseguenza nellapianificazione e nel calcolo della liquidità.

Il reparto amministrativo di un’azienda ha il compito di assicurare che alle rispettive scadenze siano disponibili mezzi liquidi sufficienti per adempiere a tutti gli obblighi di pagamento nei termini e per intero. In particolare si utilizza qui la formula per la liquidità di 2° grado, perché oltre al contante considera anche i crediti a breve termine e fornisce così un quadro realistico della solvibilità.

A questo scopo l’economista aziendale deve calcolare i tre gradi (1°, 2°, 3°) della liquidità (le formule aiutano), che mostrano se i mezzi liquidi dell’azienda sono sufficienti o se occorre adottare per tempo misure per garantire la solvibilità.

Calcolare la liquidità di 1°, 2° e 3° grado con le formule in azienda – ecco come funziona

L’obiettivo di unagestione aziendale di successo è garantire una mobilità finanziaria ottimale. Ciò significa che sul conto aziendale non dovrebbe esserci troppo denaro, perché genera costi e non produce rendimento. Allo stesso tempo il conto deve essere sufficientemente coperto alle scadenze degli obblighi di pagamento, per evitare interessi di scoperto.

Inoltre il capitale disponibile dovrebbe essere in un rapporto sano con i debiti dell’azienda. Per tenere conto di tutti questi aspetti, ogni singolo grado di liquidità è uno strumento importante per governare la flessibilità finanziaria di un’azienda.

Il calcolo della liquidità di 1°, 2° e 3° grado – formule su formule

Che un economista aziendale o un altro responsabile finanziario voglia calcolare la liquidità immediata o un grado di liquidità superiore – le formule e i dati che ne sono alla base sono in ogni caso il punto di partenza obbligato. Molti si spaventano davanti a regole di calcolo e algoritmi complicati, ma le basi si capiscono spesso più in fretta e più facilmente di quanto si pensi. Di seguito le illustriamo più da vicino.

Liquidità di 1° grado

Formula e definizione per calcolare la liquidità diretta, conservativa:

  • Altre denominazioni: cash ratio o liquidità immediata
  • Formula di calcolo: mezzi liquidi : debiti a breve termine × 100 [%]
  • Valore consigliato: 10 % – 30 %

I mezzi liquidi di un’azienda non sono solo il saldo sul conto aziendale o sui conti presso altre banche e presso la Deutsche Bundesbank. Ne fanno parte anche la giacenza di cassa, gli assegni e le cambiali scontabili. I mezzi liquidi si caratterizzano per il fatto di essere disponibili subito e senza limitazioni per saldare le fatture.

Tra i debiti a breve termine rientrano i finanziamenti o i crediti di fornitura con una durata residua inferiore a un anno. Anche gli accantonamenti per imposte, premi al personale, riparazioni, nuovi acquisti o altri scopi rientrano tra gli obblighi imminenti. Un’azienda può inoltre impiegare scorte e crediti per saldare i pagamenti in prossima scadenza. Se un’azienda vuole calcolare il primo grado di liquidità, il valore consigliato è di conseguenza fissato a un livello basso.

Liquidità di 2° grado

Formula e definizione per calcolare la liquidità differita:

  • Altre denominazioni: acid test, quick ratio o liquidità differita
  • Formula di calcolo: (mezzi liquidi + crediti a breve termine) : debiti a breve termine x 100 [%]
  • Valore consigliato: 100 % – 120 %

Per calcolare il secondo grado entra in gioco la formula per la liquidità di 2° grado, in cui si considerano anche i crediti a breve termine. Questi si riferiscono a diritti di pagamento verso debitori con un termine di pagamento inferiore a un anno. Ma che cosa dice concretamente la liquidità di 2° grado? Un valore inferiore al 100 % in questo calcolo indica che i debiti a breve termine non sono coperti per intero da mezzi liquidi rapidamente disponibili. In un caso simile la direzione aziendale deve intervenire, individuare le cause ed eventualmente avviare contromisure.

L’indicatore è chiamato anche acid test, perché le banche lo utilizzano per valutare il merito creditizio. La cosiddetta «banker’s rule» dice che il valore obiettivo o di riferimento della liquidità di 2° grado dovrebbe essere superiore al 100 %.

Liquidità di 3° grado

Formula e definizione per calcolare la liquidità corrente:

  • Altre denominazioni: current ratio o liquidità corrente
  • Formula di calcolo: (mezzi liquidi + crediti a breve termine + scorte) : debiti a breve termine x 100 [%]
  • Valore consigliato: 120 % – 200 %

Per poter calcolare il terzo grado di liquidità occorre includere, oltre ai fattori già considerati nei primi due gradi, anche le scorte dell’azienda. Si tratta delle giacenze iscritte a bilancio di materie prime, materie sussidiarie, materiali di consumo, prodotti in corso di lavorazione e merci già prodotte ma non ancora vendute. Anche gli acconti per i materiali necessari rientrano tra le scorte.

Un valore inferiore al 120 % indica che l’intero capitale immobilizzato nell’attivo circolante non basta a coprire per intero i debiti a breve termine. Un risultato superiore al 200 %, al contrario, può indicare che l’azienda ha troppe materie prime o merci in magazzino, immobilizzando così una quantità eccessiva di capitale. Questa liquidità immobilizzata non è quindi disponibile per coprire i costi correnti o per estinguere i debiti a breve termine, il che può infine portare a unadifficoltà finanziaria.

Calcolare la liquidità in economia politica – effetti sul bilancio dello Stato

Non sono solo le aziende a dover calcolare regolarmente i propri gradi di liquidità e verificare la solvibilità. Anche nelle notizie economiche il termine liquidità compare spesso in relazione alla politica monetaria nazionale e internazionale. Mentre nell’economia aziendale si calcolano indicatori concreti, per esempio con la formula per la liquidità di 2° grado, per verificare la solvibilità a breve termine delle imprese, gli Stati considerano la liquidità su una scala più ampia, attraverso il governo della massa monetaria. Ogni Stato persegue obiettivi di politica monetaria propri per rafforzare l’economia del Paese. Governando la massa monetaria in circolazione uno Stato può influire su tassi, prezzi e domanda di beni e servizi. In Europa questa regolazione è affidata alle banche centrali nazionali, in stretto coordinamento e accordo con la Banca centrale europea (BCE).

In tutta Europa governi e banche centrali lavorano per garantire la stabilità dei prezzi nei singoli Paesi attraverso una politica valutaria e finanziaria equilibrata. In Germania queste misure sono definite dal governo federale e dalla Deutsche Bundesbank di Francoforte sul Meno. La Bundesbank rileva regolarmente quanto denaro è in circolazione e a disposizione dell’economia. Le variazioni di questa circolazione monetaria hanno effetti immediati sull’andamento dei prezzi, sull’inflazione e sulla crescita economica del Paese. Per comprendere e prevedere pienamente queste conseguenze, anche nell’economia pubblica è importante calcolare regolarmente la liquidità.

La massa monetaria è governata dal tasso di riferimento, che la Deutsche Bundesbank o la BCE possono abbassare o alzare secondo necessità. Per analizzare meglio e decidere se sia necessario un adeguamento del tasso di riferimento, le banche centrali suddividono la massa monetaria nelle categorie M0, M1, M2 e M3. Ogni banca centrale le definisce in modo leggermente diverso. C’è però consenso sul fatto che si consideri solo il denaro in possesso di privati, aziende e altri soggetti cosiddetti non bancari.

Ecco la suddivisione degli aggregati monetari secondo la Banca centrale europea (BCE):

  • M0: comprende il contante che si trova nelle casse e negli sportelli automatici degli istituti di credito, nonché i fondi della clientela depositati da banche e casse di risparmio presso la banca centrale del rispettivo Paese.
  • M1: è composto dal contante e dai saldi sui conti correnti di consumatori e aziende.
  • M2: include l’aggregato M1 nonché i saldi su conti di deposito a vista o libretti di risparmio con un preavviso legale fino a tre mesi e i depositi vincolati o altre forme di investimento con una durata fino a due anni.
  • M3: comprende M2 e in più quote di obbligazioni bancarie, fondi del mercato monetario e altri titoli del mercato monetario nonché accordi di riacquisto con una durata fino a due anni.

Rapporto tra liquidità macroeconomica e liquidità aziendale

Un compito importante delle banche centrali si manifesta soprattutto nei periodi di crisi. Così la BCE ha deciso di mettere a disposizione liquidità aggiuntiva a causa della crisi mondiale del Covid. Ma come fa la BCE ad aumentarla in Europa e che cosa significa per gli imprenditori? In che modo questa misura politica aiuta a superare la crisi e ad assicurare la continuità dell’azienda?

La risposta a queste domande è che la BCE e le singole banche centrali devono fare in modo che le aziende siano rifornite in modo ottimale di mezzi finanziari. A tal fine alle imprese vanno messi a disposizione prestiti a tassi agevolati, contributi e altri aiuti. Mentre gli Stati influenzano la liquidità complessiva del sistema economico con misure come i prestiti o i tassi di riferimento, le aziende calcolano la propria solvibilità con metodi aziendali, per esempio con la formula per la liquidità di 2° grado. In questo modo possono sfruttare più efficacemente gli aiuti e superare le sfide economiche.

Uno sguardo interessante al passato: le misure di sostegno legate al Covid in Europa

Il Consiglio europeo aveva già deliberato alcune misure di sostegno con cui gli Stati europei possono garantire e sostenere la stabilità finanziaria delle imprese:

  • Indennità europea per la riduzione dell’orario di lavoro e programma di sostegno (SURE)
  • Prestiti alle piccole e medie imprese (PMI) tramite un fondo di garanzia della Banca europea per gli investimenti
  • Prestiti del Meccanismo europeo di stabilità (MES) con condizioni ridotte
  • Fondo per la ripresa dell’UE

Per gli Stati europei questo significa dover calcolare e adeguare la propria liquidità macroeconomica, per assicurarsi che ci siano mezzi sufficienti per l’attuazione di questi programmi. Le aziende, a loro volta, possono impiegare tali aiuti in modo mirato solo se tengono sotto stretto controllo la propria solvibilità, per esempio con la formula per la liquidità di 2° grado, che mostra se gli obblighi a breve termine possono essere coperti anche in condizioni di crisi. Oltre al sostegno a livello europeo, anche i singoli Paesi offrono aiuti specifici alla liquidità, pensati per alleggerire le imprese di ogni dimensione.

Aiuti finanziari in Germania

In Germania sono state deliberate diverse misure gestite tramite la Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW):

  • Prestito rapido per aziende con più di dieci collaboratori
  • Prestiti aziendali specifici per imprese giovani e per imprese attive da molti anni
  • Finanziamento consortile a partire da 25 milioni di euro

Oltre ai prestiti agevolati della KfW, gli imprenditori possono ricorrere anche al sostegno dello Stato federale e dei Länder. Esso comprende contributi a fondo perduto, aiuti immediati, indennità per la riduzione dell’orario di lavoro, garanzie sui crediti nonché la dilazione senza interessi dei pagamenti di imposte o contributi previdenziali. Per le PMI, i lavoratori autonomi e i liberi professionisti sono disponibili aiuti immediati senza burocrazia, che non devono essere restituiti.

Perottimizzare la liquidità è stata inoltre ridotta l’IVA del tre percento per sei mesi. Queste misure richiedono alle aziende di calcolare e monitorare la propria liquidità aziendale, per poter valutare con precisione gli effetti dell’agevolazione fiscale e dei programmi di sostegno sulla loro situazione finanziaria.

Panoramica degli aiuti in Austria

Anche in Austria le aziende ricevono un ampio sostegno da parte dello Stato. È stato istituito un fondo di aiuti anti-Covid che offre un supporto mirato tanto alle imprese affermate di ogni dimensione quanto alle start-up, ai nuovi lavoratori autonomi in fase diavvio dell’attività, ai prestatori d’opera autonomi, alle microimprese e alle imprese individuali (EPU). Tra gli aiuti più importanti in Austria figurano:

  • Finanziamenti del capitale circolante
  • Finanziamenti ponte per le imprese turistiche
  • Cessione semplificata di lavoratori a un’altra azienda
  • Dilazione o rateizzazione delle imposte
  • Indennità per la riduzione dell’orario di lavoro
  • Garanzie e fideiussioni a copertura dei crediti

Anche qui è importante che le aziende non solo calcolino con grande precisione la liquidità di 1°, 2° e 3° grado con le formule, ma sfruttino anche efficacemente gli aiuti statali. Così, tra l’altro, la dilazione fiscale può aumentare direttamente la liquidità disponibile, mentre i finanziamenti ponte assicurano la solvibilità nei periodi di crisi.

La liquidità come fattore decisivo per l’intero sistema economico

Una liquidità sufficiente garantisce che un’azienda possa far fronte ai propri obblighi di pagamento e continui a operare sul mercato. Le formule per la liquidità di 1°, 2° e 3° grado sono in questo di aiuto determinante. In economia politica la stabilità dipende in modo decisivo dall’approvvigionamento di denaro sufficiente per l’intero sistema economico. Per questo uno dei compiti più importanti della politica monetaria è calcolare e governare questa liquidità, per garantire la stabilità economica di uno Stato.

Ciò risulta particolarmente evidente nei periodi di crisi, quando il governo deve assicurare con misure mirate che sia disponibile la liquidità necessaria a far funzionare l’economia.

FAQ

Un’azienda con una liquidità di 2° grado al 100 % può comunque trovarsi in difficoltà di pagamento?

Sì, perché i crediti a breve termine potrebbero non essere esigibili subito o i pagamenti potrebbero slittare – la formula mostra solo la copertura teorica.

Come si può migliorare la liquidità di 2° grado nel breve periodo?

Riscuotendo più rapidamente i crediti aperti, riducendo le uscite o ricorrendo a linee di credito mirate – non solo con le riserve di contante.

Perché le banche considerano la liquidità di 2° grado più degli altri gradi?

Perché riflette la reale solvibilità a breve termine: i crediti si trasformano spesso presto in denaro, mentre le scorte sono meno liquide.

Pianificazione della liquidità e liquidità

Credits: Foto di unsplash, by Markus Spiske