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Liquidità – dove sono finiti tutti i soldi?

Liquidità – dove sono finiti tutti i soldi?

O meglio: non voglio forse sapere dove è stato speso il denaro nelle aree funzionali? Marketing, sales, development, operations, ecc., no?

Si contrappongono due concetti diversi che, soprattutto nel mondo delle startup, generano spesso confusione e – dal nostro punto di vista – complessità aggiuntiva e quindi costi. Da un lato la struttura del conto economico (Profit & Loss Statement, P&L) preferita soprattutto dagli investitori internazionali, dall’altro la struttura usata nei paesi di lingua tedesca.

Per la seconda si parla spesso di analisi economico-aziendale (BWA). Ogni imprenditore la conosce: è il rendiconto che il consulente fiscale o il contabile trasmette regolarmente. Il termine è stato introdotto da DATEV nel 1960 come DATEV-Standard-BWA-1. Oggi le banche usano la BWA anche come strumento per valutare la liquidità delle aziende.

Prima pianificazione vs. pianificazione corrente

Soprattutto nella pianificazione aziendale (delle startup) si usa spesso la struttura GAAP. Perché? Perché molti modelli in rete impongono questa struttura e si trovano nei template Excel scaricabili. Un ottimo modello di Christoph Janz di Point Nine Capital lo trovi del resto qui.

Per l’azienda venture è comodo, perché a livello internazionale tutti i piani diventano più confrontabili e più facili da leggere. Nella stesura del primo business plan la struttura ha un ruolo secondario. Le aree spesso indicate a parte nei GAAP, come per esempio l’amministrazione (General & Administration, in breve G&A), Sales & Marketing (S&M) e Research & Development (R&D), richiedono comunque ipotesi di piano dettagliate, che di norma vengono elaborate in fogli di calcolo Excel separati.

La cosa si fa più interessante quando il business plan diventa lo strumento per monitorare l’attività operativa o uno strumento di finanziamento.

Il consulente fiscale come guastafeste

E poi arriva la BWA del consulente fiscale. Che però non combacia per niente con il business plan in formato GAAP. Dopo telefonate più o meno lunghe è chiaro: il consulente fiscale NON riprodurrà la struttura del business plan. Ma non può essere così difficile, no? E allora si comincia la riconciliazione manuale in Excel e in poco tempo ci si ritrova a passare mezza giornata su compiti amministrativi. Come se non ce ne fossero già abbastanza!

L’investitore come esaminatore critico

E poi arriva una due diligence. Un investitore vuole guardare dentro l’azienda e chiede il business plan e i report correnti del consulente fiscale. Il confronto incrociato però crea problemi, così sul tavolo dell’imprenditore finiscono domande che non dovrebbero esserci e che hanno poco a che fare con la vera visione aziendale. Nel caso peggiore si perde fiducia.

La BWA come panacea?

Naturalmente non lo è. Ma per ragioni di efficienza una pianificazione basata sulla BWA è molto consigliabile. Si ottiene così un sistema di reporting chiuso. Il business plan è riconciliabile con i report mensili. Nel caso ideale è il consulente fiscale a inserire anche questo report. (Ma questo comporta costi aggiuntivi.) Inoltre l’aggiornamento del business plan può avvenire molto facilmente anche sulla base dei dati storici. Si vede subito l’andamento delle singole voci negli ultimi mesi o anni e si possono fare le proiezioni corrispondenti.

Ma io voglio comunque sapere dove è stato speso il denaro nelle aree funzionali?

Se si guarda più da vicino la struttura GAAP, ci si accorge che le aree funzionali spesso ripartiscono soltanto i costi del personale, oltre a spese facilmente identificabili e attribuibili. Sales & Marketing sarebbero per esempio gli stipendi dei collaboratori commerciali e di marketing più le spese di marketing. Ma le spese di marketing si ricavano facilmente anche dalla BWA.

Una ripartizione «vera» delle aree funzionali richiederebbe una contabilità per centri di costo (cost center). È laboriosa, costosa e richiede molta assistenza. La domanda a cui qui ognuno deve rispondere da sé è: di quante informazioni ho davvero bisogno e quanto denaro o tempo sono disposto a investirci?

E che cosa si può fare meglio?

Dal nostro punto di vista, nel reporting corrente soprattutto delle piccole e medie imprese (PMI) si tratta di osservare il cash flow. Per questo COMMITLY, come strumento di pianificazione del cash flow, ha di fatto fuso la BWA con una determinazione indiretta del cash flow. Come COMMITLY determina il cash flow si può leggere qui. Le categorie nel dettaglio si trovano qui.