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Teoria: direzione aziendale e gestione della liquidità

Teoria: direzione aziendale e gestione della liquidità

Per chi ha fretta: una liquidità sufficiente è essenziale per la sopravvivenza dell’azienda

  • I compiti principali della direzione aziendale consistono nel fissare obiettivi, pianificare, decidere, realizzare e controllare.
  • Le vere decisioni di direzione non possono essere delegate nell’interesse dell’azienda.
  • Che sia disponibile una liquidità sufficiente è un compito squisitamente proprio dell’imprenditore, che non dovrebbe nemmeno essere delegato.
  • Compito del proprietario è incaricare una persona di mettere in sicurezza la liquidità – oppure assumere su di sé questa competenza.
  • La competenza per il monitoraggio della liquidità può essere delegata, ma la responsabilità per la sopravvivenza dell’azienda resta al proprietario.

La direzione aziendale in senso stretto

Gutenberg, e cioè Erich e non Johannes, l’inventore della stampa, dunque Erich Gutenberg, è considerato uno dei padri della moderna economia aziendale. Per capire sul piano teorico dove si collochino in generale le decisioni in azienda, guardiamo quindi il processo produttivo aziendale e con esso i fattori della produzione, liberamente ispirati a Gutenberg:

I fattori della produzione si suddividono in

  • fattori dispositivi
  • fattori elementari

Il compito del fattore dispositivo è la direzione, la pianificazione, l’organizzazione e il monitoraggio del processo aziendale. L’essenza di questo fattore consiste nel preparare e prendere decisioni. Eccole dunque, le decisioni. Ma le decisioni non si prendono sempre e ovunque?

Questo fattore può poi essere ulteriormente suddiviso in fattore originario e fattore derivato. La componente originaria rappresenta la vera e propria direzione aziendale, cioè la guida dell’impresa.

Le decisioni prese in questo ambito vengono definite decisioni di direzione e hanno effetti di ampia portata per l’azienda. Le caratteristiche di queste «vere decisioni di direzione» sono, secondo Gutenberg:

Teniamo a mente questa frase: Le vere decisioni di direzione non sono delegabili, ovvero non possono essere delegate nell’interesse dell’azienda.

In un momento successivo Heinz Wissenbach ha integrato queste caratteristiche:

  • Le decisioni di direzione richiedono «iniziativa creativa» da parte di ogni imprenditore.
  • Le decisioni di direzione sono caratterizzate da una particolare responsabilità dell’imprenditore nei loro confronti.
  • Le decisioni di direzione sono decisioni prese in condizioni di informazione imperfetta.

A partire da questa caratterizzazione si può stilare il seguente catalogo di decisioni di direzione (attenzione: copia e incolla per la parte generale della descrizione del ruolo di un amministratore delegato):

  • Definizione della politica aziendale nel lungo periodo
  • Coordinamento delle grandi aree aziendali
  • Eliminazione delle disfunzioni nel processo aziendale corrente
  • Garanzia della sopravvivenza attraverso una liquidità sufficiente
  • Misure aziendali di straordinaria rilevanza per l’impresa nonché
  • Copertura delle posizioni dirigenziali in azienda.

Si può quindi affermare che i compiti principali della direzione aziendale consistono nel fissare obiettivi, pianificare, decidere, realizzare e controllare.

Che sia disponibile una liquidità sufficiente è quindi un compito squisitamente proprio dell’imprenditore, che non dovrebbe nemmeno essere delegato.

Ma un imprenditore deve davvero occuparsene di persona? Nelle piccole aziende questa domanda spesso non si pone, per mancanza di collaboratori. Altrimenti la teoria risponde a questa domanda con la direzione aziendale allargata.

Direzione aziendale allargata

Per memoria: il fattore dispositivo può essere ulteriormente suddiviso in fattore originario, cioè la vera e propria direzione aziendale, e fattore derivato.

La componente derivata dipende fortemente dalla direzione aziendale. La sua competenza decisionale in materia di pianificazione, organizzazione e controllo è limitata dalle direttive della direzione dell’impresa.

Di particolare importanza è quella parte del processo aziendale che si occupa di decidere le questioni di fondo. A questo scopo approfondiamo ora il concetto di «direzione aziendale».

La direzione aziendale nel senso più ampio comprende gli ambiti della

  • direzione istituzionale e
  • direzione funzionale.

La direzione istituzionale mira alla configurazione e alla distribuzione delle competenze e indica l’insieme dei titolari di compiti e funzioni. La distinzione operata nella struttura organizzativa tra top, middle e lower management regola quindi gli spazi di manovra dei singoli decisori.

Ok, e che cosa significa tutto questo in relazione alla liquidità? Partiamo da una piccola azienda a conduzione familiare con diversi collaboratori. Compito del proprietario è incaricare una persona di mettere in sicurezza la liquidità – oppure assumere su di sé questa competenza. Nelle aziende con meno di 10 collaboratori questa è una prassi diffusa.

Il compito principale della direzione funzionale consiste nel configurare e nel governare. Approfondendo questi concetti si arriva a suddividere il livello funzionale nell’aspetto legato alle cose e in quello legato alle persone.

  • Nell’aspetto legato alle persone il configurare e il governare si riferiscono alla gestione del personale. Qui si cerca di motivare i collaboratori a perseguire gli obiettivi fissati dalla direzione aziendale. Configurare e governare nel senso legato alle cose vengono intesi come il fissare obiettivi, il pianificare, l’organizzare e il controllare.
  • Gli aspetti della direzione funzionale legata alle cose vengono riassunti anche sotto il concetto di direzione aziendale in senso stretto.

Se dunque la competenza per il monitoraggio della liquidità viene delegata a un collaboratore, a questo collaboratore spettano l’organizzazione e il controlling della liquidità. La responsabilità per la sopravvivenza dell’azienda resta però al proprietario. Questo è essenziale soprattutto se si dovesse arrivare a un’incapacità di pagamento.

Un concetto spesso usato nello stesso contesto è «management». Direzione aziendale e management vengono spesso equiparati, anche se al concetto di management si accompagnano in più le caratteristiche, tanto positive quanto negative, di gusto per la sperimentazione, dinamismo, flessibilità di pensiero, spregiudicatezza (soprattutto nell’ambito del personale – «hire and fire»), apertura ecc.

Un’altra distinzione tra leadership e management, però, in questo contesto mi è sempre piaciuta di più. Leadership significa «motivare i collaboratori a raggiungere gli obiettivi». Management viene inteso come «assunzione della responsabilità complessiva». Soprattutto nelle piccole e medie imprese questi due concetti si uniscono spesso in una o in poche persone.

Temi trattati nell’ambito della teoria

Parte 1: impresa, obiettivi e liquidità

Parte 2: direzione aziendale e gestione della liquidità

Parte 3: decisioni e gestione della liquidità

Parte 4: il sistema di reporting in azienda

Credits: Photo by rob walsh on Unsplash